Diario da un giorno in tendopoli: la nostra scuola nel cuore dei soccorsi
La nostra esperienza ravvicinata con i "supereroi in divisa gialla e blu": un grande grazie alla Protezione Civile e al Comune per averci insegnato a non avere paura.
PAGNACCO. Un mare di tende gialle e blu, il suono delle ricetrasmittenti in sottofondo e l'emozione di sentirsi, per un giorno, dei veri soccorritori. Giovedì scorso noi, gli alunni della scuola secondaria di Pagnacco, abbiamo vissuto un'avventura incredibile, diventando i veri protagonisti del "Campo Sisma". Una giornata così speciale che persino il Messaggero Veneto, nel numero uscito sabato, ha voluto dedicarci un articolo per raccontare a tutta la comunità la grande tendopoli allestita all'interno del Parco Giovanni Paolo II.
Appena varcato l'ingresso del campo giovedì mattina, ci è sembrato di entrare in un'altra dimensione. Quello che da fuori poteva sembrare solo un accampamento, si è rivelato una macchina organizzativa perfetta. Divisi in squadre, abbiamo esplorato ogni angolo della base allestita nel parco: le grandi tende, i camion dei soccorsi, la cucina da campo. Abbiamo capito che in caso di emergenza nulla è lasciato al caso e che ogni secondo è prezioso.
I nostri ringraziamenti speciali
Scrivendo questo articolo a quattro mani, la prima cosa che vogliamo fare a nome di tutti i nostri compagni è dire un grazie immenso alla Protezione Civile di Pagnacco. I volontari sono stati fantastici: con una pazienza infinita ci hanno spiegato i segreti del loro lavoro, trasmettendoci l'energia e la passione che mettono ogni giorno nel proteggere gli altri senza chiedere nulla in cambio. Ci hanno fatto sentire parte della loro grande famiglia.
Un ringraziamento altrettanto speciale va alla nostra Sindaca Laura Sandruvi. Grazie per aver voluto e sostenuto questo progetto speciale proprio qui a Pagnacco, regalandoci l'opportunità di imparare la sicurezza non sui libri, ma sul campo, dimostrando quanto l'amministrazione ci tenga a noi ragazzi e al nostro futuro.
Le nostre riflessioni (e quelle dei nostri compagni)
Tornati in classe, abbiamo raccolto i pensieri di questa giornata. Ecco cosa è uscito fuori:
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Letizia e Loris (noi due che scriviamo): “Stare dentro quelle tende giovedì ci ha fatto capire quanti sforzi servono per aiutare chi perde tutto. Però ci ha anche tolto un sacco di paure, perché ora sappiamo che se succede qualcosa non siamo soli. E poi, quando sabato abbiamo visto le foto del parco sul giornale, è stato troppo bello poter dire: 'Oh, guardate che noi eravamo proprio lì dentro!'”.
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Un compagno di prima: “Io pensavo che i supereroi avessero tutti il mantello, e invece ho scoperto che hanno la divisa gialla e blu! Cioè, dentro a una tenda è stato simulato un sisma reale: abbiamo visto dal vivo cosa succede e soprattutto come affrontarlo al meglio per restare calmi. Questa cosa e vedere come montano il campo in pochissimo tempo mi ha lasciato a bocca aperta. Sono stati dei grandi”.
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Una compagna di seconda: “A me ha colpito tantissimo l'incontro con il dottor Zampa. Ci ha mostrato una specie di “cerotto” speciale che serve per sistemare e tenere in piedi gli edifici che sono rimasti danneggiati dal terremoto. Pensare a come riescono a salvare le case e a proteggere le persone ti fa capire quanto studio e quanta organizzazione ci siano dietro. Sinceramente, dopo giovedì, mi è venuta una gran voglia di fare la volontaria anche a me quando sarò più grande”.Questa esperienza ci ha insegnato che la prevenzione e l'aiuto reciproco sono le cose più importanti che abbiamo. Grazie ancora a chi ha reso possibile questa giornata: da oggi guardiamo la Protezione Civile con occhi diversi, pieni di ammirazione e gratitudine.









