“Maestra, questo è un mondo fantastico!” (G. 3 anni): la psicomotricità che fa crescere il cuore e la mente.
“Maestra, questo è un mondo fantastico!” (G. 3 anni)
La giornata più attesa da tutti i bambini della nostra scuola è quella che coincide con la seduta di Pratica Psicomotoria educativa e preventiva. I bambini entrano in un luogo per loro speciale, dove nulla è strutturato ma tutto si può trasformare con la fantasia. In un’ epoca in cui i bambini sono “riempiti”di giochi, con più o meno valenza pedagogica, la stanza di psicomotricità offre al bambino l’opportunità di creare da solo il proprio gioco, con l’ausilio della fantasia e dell’immaginazione e lo fa attraverso il mezzo che più lo rappresenta, il suo corpo in movimento.
Da più di un ventennio, grazie all’attenzione di colleghe lungimiranti, al comune di Martignacco e negli ultimi anni grazie anche alla Fondazione Friuli, la nostra scuola porta avanti questo speciale progetto che riconosce e promuove il gioco come massima espressione della spontaneità del bambino.
In un ambiente debitamente predisposto e organizzato, con un adulto formato che sa guardare e cogliere ciò che il gioco del bambino racconta, con materiali semplici e colorati, che stimolano la creatività e l’autonomia, il bambino è libero, attraverso l’espressione motoria, di sperimentare il gioco con i pari instaurando relazioni e sviluppando capacità di: confronto/scontro, collaborazione e condivisione.
Il gioco psicomotorio, permette al bambino di conoscere, di apprendere e gli offre la possibilità di esprimersi, rielaborando emozioni, stati d’animo, bisogni, favorendo in questo modo lo sviluppo armonico della sua personalità e delle sue potenzialità. E’ un’attività che favorisce la maturazione psicologica del bambino a tout court ed è la massima espressione dell’inclusione e della cura. Il bambino e ciò che fa durante la seduta non è mai giudicato, ma accolto e accompagnato.
Durante il setting il bambino può sperimentare: il gioco sensomotorio per potenziare il piacere del movimento, conoscere il proprio corpo, le sue sensazioni e potenzialità, sviluppare e conoscere l’ambiente e sperimentare con i materiali;
il gioco simbolico, per poter utilizzare i materiali in modo creativo, esprimere stati d’animo, bisogni e permettendo l’espressione e la gestione delle proprie emozioni.
Durante questa attività il ruolo dello psicomotricista è quello di facilitatore, di mediatore e di attivatore delle risorse personali e di gruppo che emergono gradualmente nelle situazioni di gioco. Offre sostegno e si fa garante di poche e semplici regole implicite nel gioco stesso, che sono atte ad assicurare un contenimento emotivo e il procedere dell’attività.
La seduta di pratica psicomotoria si divide in vari spazi e momenti, ognuno di essi ha uno scopo e un fine ben preciso. Il momento del saluto, per accogliere e riconoscere ciascuno, l’abbattimento della torre e la successiva trasformazione dei materiali, per comprendere che nulla è perduto ma tutto può trasformarsi, lo spazio del salto come percezione del sé, il rotolamento/trascinamento per rivivere arcaiche sensazioni, la storia e il momento grafico pittorico per fermare il movimento e passare ad un altro livello di simbolizzazione, e molto altro ancora.
Quando esce dalla seduta il bambino si sente appagato e competente ma ciò che ci conferma che questa attività è una grande risorsa all’interno della nostra scuola è la gioia percepita negli sguardi e nei racconti dei nostri bambini.










