Il Giardino delle Farfalle: nuove vite nel verde...
È ormai da diversi anni che un piccolo gioiello risplende all’interno della scuola, ma scopriamo meglio la sua storia per capire ancora più a fondo il suo fascino.
Tutto è cominciato quando nella primavera del 2019 la professoressa Castenetto insieme ad alcuni suoi alunni hanno intrapreso il percorso “Quante Farfalle”.
Camminando tra boschi e prati lungo il corso del torrente Lavia hanno svolto ricerche e approfondimenti per conoscere le specie del territorio e le piante nutrici di ognuna.
Subito sono partiti i lavori di riqualificazione di uno spazio verde in disuso della scuola destinato a diventare il Giardino delle Farfalle e già ad agosto 2019 nacque il primo bruco di Macaone, una delle specie più iconiche del territorio, attirato dalla Ruta, la sua pianta nutrice.
Nonostante un’incertezza iniziale ed alcune complicanze nello sviluppo del progetto, in primis la pandemia di Covid-19, a Novembre 2020 i lavori sono ripresi ed altri ragazzi si sono uniti al percorso allo scopo di sistemare il Giardino dopo il lockdown.
Grazie a piante come Zinnie, Caprifoglio, Lavanda, Buddleja e la stessa Ruta, in poco tempo il Giardino è diventato “un ritrovo” per tutte le farfalle e i bruchi di Martignacco e dintorni.
Visto il successo riscosso, all’interno del giardino si sono cominciati a tenere corsi pomeridiani di botanica e zoologia con la professoressa Castenetto e di arte con la professoressa Fabris, che con un gruppo di alunni si è occupata di decorare le pareti con murales realizzati con diverse tecniche e raffiguranti insetti e piante del giardino, ma anche uccelli, anfibi e piccoli mammiferi del nostro territorio.
MA ADESSO COM'È?
Ovviamente non ci siamo mai fermati: abbiamo continuato a piantare nuove specie e a curare le aiuole, dedicandoci anche alla parte estetica, trasformando il Giardino in una vera aula outdoor, che è stata dotata nel frattempo anche di una stazione metereologica, di un impianto di irrigazione e di una web camera per le osservazioni da remoto (le ultime due foto sono state scattate con la webcam).
ATTIVITÀ
Qui possiamo osservare ormai da diversi anni tutto il processo di crescita dei bruchi dalla deposizione e schiusa delle uova alla formazione della crisalide e al primo volo delle farfalle, soprattutto del Macaone, che ha registrato un aumento delle nascite negli ultimi anni.

INTERVISTE
Dietro a tutto questo c’è però una squadra che si dedica, anche durante le lezioni di scienze, al Giardino e che ha a cuore questo posto meraviglioso. Sentiamo cosa ne pensano due dei suoi attuali pilastri:
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Alessandro Bon |
Alessandro Desiderio |
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Che cosa vi ha attirato del Giardino? Perchè avete iniziato questa attività? |
In prima, appena la prof ce l’ha proposto ho accettato subito. Adoro le scienze, stare all’aria aperta e mettere le mani nella terra. |
Ho iniziato in prima, su richiesta della prof. Amo lavorare in giardino e con la Castenetto, mi piace l’ambiente e collaboriamo bene coi compagni. |
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Quali differenze notate nel giardino rispetto a quando siete arrivati? |
Sicuramente più popolarità. Dopo due anni la biodiversità è cresciuta molto. Il Glicine piantato da me e Alessandro è la pianta che ho più a cuore e che ha dato una bella svolta al Giardino. |
Ho notato che le piante nel Giardino sono aumentate e sono più curate. Ci sono anche molte meno erbacce grazie all’impegno di questi anni, anche se ogni tanto qualcuno non partecipa attivamente. |
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Sappiamo che la prof Castenetto non ci sarà l’anno prossimo. Come pensate di gestire la situazione? Che messaggio volete dare agli alunni che verranno? |
La prof è stata una guida per noi e tanti altri e mancherà molto. Spero di poter fare appassionare nuovi ragazzi al Giardino affinché possano continuare la nostra opera e di quelli prima di noi con la stessa dedizione. Il giardino deve continuare a vivere! |
La prof Castenetto lascerà un vuoto incolmabile e mi dispiace che i futuri alunni non la potranno incontrare. Spero che i ragazzi possano prendere seriamente il Giardino in mano perché è quasi un’eredità della scuola e mi auguro che la prof possa avere un’erede altrettanto appassionata. |
Riccardo Caldini









