Le vie dei colori

Giallo come il sole, le magliette dei bambini della Scuola Primaria di Moruzzo, Rosso come il cuore, gli Alpini del coro Brigata Alpina Julia congedati, Nero, le magliette del Coro Stelutis Alpinis. Una serata di voci, un grande coro polifonico creatosi per ricordare e partecipare. Senza stonare, armonioso nei toni, sotto le volte del Duomo di Martignacco, pieno di gente e commozione condivisa. Perché per i Friulani il terremoto del 1976 ha cambiato la Storia, ha contribuito a creare, con la sua tragedia, il termine " friulanita' " per parlare di straordinario esempio di coraggio, volontà e concretezza nel tirarsi su le maniche e ricostruire. Lo sappiamo tutti, senza retorica.
Prima e dopo il Terremoto è per noi uno spartiacque come prima e dopo Cristo. Cinquant'anni sono trascorsi, il mondo è cambiato ma restano immagini di distruzione e morte, il cuore pieno di dolore ma anche di orgoglio.
E poi gli Alpini. Tutti noi abbiamo avuto un padre, un nonno, uno zio fiero di portare quel cappello. I bambini hanno cantato circondati dalle penne nere come dei crocus su un prato in mezzo alle montagne a primavera. Sono stati diretti straordinariamente dal Maestro Marco Bertoldi, maestro in tutti i sensi, in classe e nella musica. C' erano le loro famiglie, le loro insegnanti, le amministrazioni locali, l' Istituto. Sono state raccontate in musica e parole storie che si studiano sui libri e storie di uomini e donne. Vicende personali e collettive che sono state donate, come un' eredità spirituale, ai più piccoli per essere custodite e capite.
L' emozione si sentiva nell' aria, sacra come il luogo che ci ospitava, profonda, vera.
La forza della musica, lo si è detto, è quella di trasmettere sentimenti, accomunare, far sentire vicini, nello spazio e nel tempo. In modo orizzontale, ieri sera eravamo tutti figli e nipoti di quella Storia, e in modo verticale, siamo andati indietro a ripescare nella memoria i nostri cari.
Sentire cantare " Stelutis Alpinis" mi ha spalancato il cuore, ho pensato a chi mi ha messo al mondo e cresciuto. C' erano anche loro a cantarla, con le montagne della Carnia a proteggerci ed abbracciarci. Simone là in mezzo al mare di colori, giallo come il sole, le spighe di grano e la vita, era bellissimo. E io sono felice che sia stato attore e spettatore di questo capolavoro.
Grata alla Vita e a chi ha pensato e realizzato questa serata di fine marzo che non dimenticheremo.









