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Carabinieri in cattedra

Mercoledì 22 gennaio, noi alunni della scuola secondaria di 1° grado Dino Virgili di Martignacco, abbiamo avuto il piacere di incontrare il comandante è una sua assistente della stazione dei carabinieri di Martignacco.
Dopo un breve saluto ci hanno, come prima cosa, portato a conoscenza del fatto che dall’età di 14 anni, il cittadino diventa imputabile cioè responsabile delle proprie azioni.
Al di là della buona educazione e del buon comportamento che ci dovrebbero appartenere sempre, questo tassello ci carica di una responsabilità civile e penale nei confronti della società. Infatti, come ci ha spiegato il comandante, se ad esempio noi danneggiamo volontariamente una panchina al parco, un bene collettivo, da adesso in poi la responsabilità è tutta nostra.
Ci hanno parlato poi del problema che riguarda il mondo della droga. Ad oggi sono infatti molti gli adolescenti che si avvicinano sempre prima a queste sostanze.
Spesso si inizia solo per provare, dopo si aumenta sempre più la dose di assunzione per ottenere maggior effetto, e si finisce col passare a sostanze più forti entrando così di fatto in un circolo dal quale è difficilissimo uscire, causando danni alla salute spesso irreparabili.
Stesso dicasi per l’alcool che come la droga crea dipendenza se assunto con abuso, con il rischio che, essendo considerato una sostanza quasi innocua, finisce per favorirne il consumo.
Poi ci hanno spiegato che qualche anno fa era presente in maniera abbastanza massiccia il fenomeno del bullismo, interpretato come forma di forza fisica e psicologica nei confronti delle persone più deboli. Oggi, con l’avvento delle nuove tecnologie (smartphone ad esempio), questo fenomeno si è trasformato nel ciberbullismo, ancor più dannoso perché i fautori e le vittime sono separati da due schermi che permettono un comportamento più libero e senza testimoni.
Un’altra caratteristica del cyberbullismo è il furto d’identità e la diffusione di immagini e notizie “riservate” che possono portare a conseguenze significative per il bullizzato e quindi anche per il bullo, visto che si tratta di un reato di cui dovrà rispondere.
Altro argomento di discussione sono state le “baby gang”, presenti anche sul nostro territorio. In particolare ci hanno portato a conoscenza dei fatti compiuti presso il centro commerciale Città Fiera dalla “gang del bosco”, la quale compie atti vandalici come ad esempio l’imbrattaggio delle pareti, il lancio di estintori dall’alto e la manomissione di parapetti. Il nome “baby gang” ci potrebbe ingannare nel valutare la gravità di questi fatti, ma se i componenti fossero maggiorenni, la stessa attività sarebbe classificata come “associazione a delinquere”.
Devo dire che l’incontro è stato sicuramente interessante e costruttivo e ci ha fatto toccare con mano delle realtà che spesso  possono sembrare lontane da noi, ma che in effetti ci sfiorano ogni giorno.

Facchini Alessandra 3^A

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