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Laringectomizzati: un incontro speciale

Avete mai pensato all’importanza delle nostre corde vocali? A una vita senza di esse? A come il fumo o l’alcol possano cambiare radicalmente la nostra vita?

Il 22 gennaio 2020, noi ragazzi delle classi terze, ci siamo riuniti in aula magna per partecipare a un incontro con l’associazione laringectomizzati “dott. Stefano Grandis”. Questa associazione si impegna ad aiutare le persone che hanno subito una laringectomia e la loro famiglia. Con questo intervento viene asportata una parte o tutta la laringe, quindi anche le corde vocali. Di conseguenza i pazienti operati non riescono più a parlare. Però è stato trovato un metodo alternativo per parlare attraverso l’esofago, senza l’utilizzo delle corde vocali. Anche se i suoni prodotti sono diversi da quelli a cui siamo abituati, questo sistema permette alle persone di riuscire di nuovo a esprimersi.

L’associazione è stata fondata nel 1999, a Udine. È stata dedicata all’otorinolaringoiatra dott. Stefano Grandis, morto nel 2004. Per testimoniare la sua esperienza era presente Paolo Zanor, attuale presidente e marito della sig.ra Rosa, collaboratrice scolastica del nostro istituto.

Il sig. Zanor ci ha raccontato che già a 13 anni e mezzo ha lasciato la scuola per andare a lavorare come saldatore. Le polveri presenti sul luogo di lavoro, l’alcol e il fumo lo hanno portato a una spiacevole situazione: a 37 anni, l’8 marzo gli viene diagnosticato un cancro alla laringe.

Un altro rappresentante dell’associazione ci ha spiegato che anche il suo cancro è stato causato dagli stessi fattori. Infatti aveva lavorato come muratore fino a 20 anni, finché non è stato costretto a svolgere il servizio militare. Inoltre, a causa della grave perdita della moglie, si è abbandonato ancora di più all’alcol e alle sigarette.

Francesco, il più giovane dei testimoni, ci ha raccontato che già a 6 anni ha avuto l’asma e a 13 anni è andato a lavorare in pizzeria. Sfortunatamente la morte del padre e, 9 giorni dopo, anche della madre lo lasciano in una vita di dipendenze. Il 18 giugno, in seguito ad una biopsia, ha scoperto che il suo stile di vita lo aveva portato fino a sviluppare un cancro. Così il 4 agosto è stato operato, senza mai arrendersi. Dopo l’intervento riuscito ha battuto il cinque alla dottoressa e ha camminato con il pollice in su per tutto il corridoio dell’ospedale! Francesco ha detto che quando è tornato al lavoro non riusciva ancora a parlare, così ha creato due cartelli con scritto “Buongiorno” e “Buonasera” per poter salutare i clienti della pizzeria.

Hanno inoltre spiegato che la loro è una vita complessa: non possono cantare, percepiscono tutte le polveri, devono usare un cerotto da applicare sullo tracheostoma o stoma (il buco che è stato creato dopo l’intervento), il muco che si può creare ostacola la respirazione, è molto più faticoso compiere delle attività quotidiane. Solitamente usano una “pezza” per coprire la gola, sia per igiene, sia per rispetto di se stessi e degli altri. Anche la vita dei familiari è impegnativa e non così facile. La signora Rosa ha raccontato, per esempio, che molto spesso per convincere suo marito a parlare lo provoca, facendolo arrabbiare. Frequentemente le persone operate si irritano perché gli altri non riescono a capirli. Però Paolo ci ha spiegato che quando non si comprende quello che dicono, bisogna avvisarli, altrimenti si sentono “presi in giro”. Loro devono essere aiutati, non discriminati.

Queste persone hanno ribadito molte volte, anche attraverso le loro storie, di tenere viva la nostra voce e di usare la testa perché le sigarette, l’alcol e la droga sono veleno.

 

Roberta, classe 3^B

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