Il senso del tempo e un senso di noi


Oltre centottanta famiglie si sono collegate  ieri pomeriggio per assistere alla diretta streaming con il canale youtube dell’Istituto Comprensivo di Pagnacco - Martignacco che ospitava le riflessioni della dott.ssa Silvana Cremaschi. Oltre un’ora in cui la neuropsichiatra infantile ha risposto con semplicità ed andando dritta  al cuore alle domande raccolte e che le sono state poste dal maestro e collaboratore della Dirigente, Marco Bertoldi e da tre docenti rappresentanti l’istituto nei suoi tre ordini di scuole, la maestra dell’Infanzia, Miriam Masotti, della primaria Mara Zulian e il professor Rosso per la secondaria. 

Come far capire ai bambini il senso del tempo diventato improvvisamente lungo, senza amici con cui poter giocare nonostante  il sole di  una primavera sbocciata a cui non corrispondono più le solite abitudini? Come spiegare ai bambini quanto stiamo vivendo? 

ANSIA, INQUIETUDINE ed INCERTEZZA

Certamente anche per i bambini ed i ragazzi, come  per noi adulti,  la situazione di isolamento e quarantena suscita sentimenti di inquietudine ed incertezza. Con i più piccoli è  bene approcciare il discorso sul Covid anche raccontando delle storie o cercando di farle raccontare a loro, magari senza ricorrere al linguaggio della guerra, immaginando come poter contrastarlo e vincerlo. Sicuramente è bene prendere consapevolezza che uno dei meccanismi più efficaci da mettere in atto quando siamo in ansia sia distinguere nella nostra testa  cosa posso e cosa non posso fare per cambiare le cose che stiamo vivendo. Questo funziona per i grandi  e va spiegato anche ai nostri figli, cercando di dire a noi stessi e a chi attende da noi una rassicurazione che questa cosa prima o poi finirà.

ROUTINE

Una buona risorsa contro l’ansia è fare ordine fuori dove non si può fare ordine dentro, quindi sistemare, archiviare, catalogare. I bambini hanno bisogno di vivere una nuova routine che scandisca la quotidianità e che porti avanti le giornate senza il supporto della dimensione sociale della scuola in cui la forza del gruppo ti faceva sentire sempre parte di un tutto. In questa situazione di forzato isolamento e chiusura, fortunato chi ha dei fratellini con i quali condividere tutto ciò; se ciò non è possibile, è una buona cosa rimanere in contatto con il ricordo della scuola e le sue abitudini, rimettendole in scena a distanza.

MOTIVAZIONE

In queste settimane  famiglie, docenti ed alunni hanno conosciuto e messo in pratica la Didattica a distanza. Come non soccombere all’indigestione di tecnologia e come tenere alta la motivazione, spiegando ai figli ed alunni che la scuola sta continuando e che non sono più o ancora in vacanza? Indubbiamente il gruppo e la frequentazione quotidiana con i compagni di classe sono ciò che più manca ai bambini e ragazzi. Stiamo vivendo lo stesso trauma anche noi adulti perché siamo tutti esseri sociali. Si impara perché c’è qualcuno che ci insegna e qualcuno a cui raccontare le esperienze; l’apprendimento  è centrato sulla relazione di persone che si intersecano, come un edificio costruito mattone su mattone per reggere ed esistere. La condizione che viviamo fa emergere MANCANZE e fa capire chi veramente è importante. Ecco che fare scegliere ai bambini a chi telefonare oggi e cosa raccontargli può essere molto importante. Normalmente facciamo parte di reti ma non le abbiamo cercate, adesso sì. La scuola non è un insieme di compiti da svolgere ma quel fuoco che rimane sempre acceso, la curiosità di apprendere  e che va conservata. Anche a distanza, soprattutto forse. 

RIELABORAZIONE e PROSPETTIVE FUTURE

Le famiglie si stanno chiedendo quanto questo evento segnerà i loro figli e chiedono alla dottoressa come dare loro una prospettiva positiva sul futuro. Ma anche come rielaborare questa nostra realtà di emergenza sanitaria che ha stravolto le nostre vite.
Noi adulti, genitori e docenti, siamo chiamati a spiegare ai nostri figli come si viveva ai tempi della peste dove tutti morivano senza capire nulla. A richiamare le loro conoscenze e ricordarle. Ecco che allora ciò diventa anche un apprendimento di storia e letteratura, la  peste del Seicento e Manzoni, ad esempio.  Così si può dare un senso a quello che stiamo vivendo, entrandoci dentro.  

STARE DENTRO

Ciò che oggi ci viene chiesto è stare dentro, a casa, evitare i contatti. Ma anche stare dentro le emozioni negative ed attraversarle, viverle, non fuggirle, accettando di avere paura, di essere ansioso , inquieto, nervoso.

NOIA

Non sempre la scuola a distanza può raggiungere tutte le ore della giornata e allora ben venga la noia! Ben venga avere dell’altro tempo che si può usare in un altro modo.

SENSO DELLO SPAZIO E DEL TEMPO

Oggi il nostro disagio maggiore è dover stare in uno spazio limitato per un tempo indefinito.
La dottoressa cita la metafora degli astronauti nella navicella e la loro capacità di reggere in uno spazio piccolissimo e sospesi nel vuoto. Cerchiamo anche noi di dare un senso a ciò che stiamo vivendo per il fatto di sentirci parte di una comunità che sta proteggendo gli altri. Questo tempo dilatato che ci sta inondando con la luce ed il sole di queste settimane in cui tutti gli alberi sono fioriti, avrà una fine e torneremo a scuola anche se non sarà uguale a prima. Cambieremo noi, cambieranno le nostre prospettive, può darsi che anche la scuola cambierà, con maggiori percorsi individualizzati, con classi che dovranno essere più grandi o con un numero minore di alunni.

E quando mio figlio mi chiede quando tornare all’asilo? cosa gli dico? Gli devo dire che  non lo so ancora ma che sicuramente tornerà e ritroverà tutti i suoi amici e le maestre.

DECALOGO 

Per i più piccoli la dottoressa Cremaschi propone il decalogo della Società Italiana di Pediatria: 

  1. organizzare la giornata con una routine mantenuta
  2. no alla TV sempre accesa in sottofondo
  3. un’ora di attività libera
  4. coinvolgere i bambini in attività di casa ( preparare la tavola…)
  5. scoprire hobbies
  6. imparare a cucinare insieme
  7. coinvolgerli nel pianificare la spesa da fare
  8. progressiva autonomia nell’igiene personale
  9. attività motoria al giorno
  10. cinque minuti a testa per raccontare qualcosa, aspettare il proprio turno

 E poi  la dottoressa aggiunge di ringraziare  il cielo per tre cose, ogni sera, .di stare bene, innanzitutto.

Anche per gli adolescenti c’è un elenco puntato di strategie dense ed efficaci per superare l’ansia iniziando dal capire che non si è soli e che questa pandemia che ci costringe a fermarci, ci sta facendo  ripensare il nostro tempo, le nostre situazioni ed i nostri rapporti con noi stessi e con gli altri. Una rilettura di quello che siamo e della nostra vita. Inoltre è bene sapere che è importante fare qualcosa, occuparsi e non preoccuparsi. E che in questo tempo lungo e sospeso posso capire  chi conta veramente per me, posso riprendere in mano le relazioni e sceglierle, trovando una risorsa nel fare ciò che mi piace veramente fare.  Ogni giorno stiamo imparando a passare attraverso  le emozioni, ascoltando il nostro corpo, accettarle e non combatterle.

GENTILEZZA

Questa emergenza ci insegna a diventare gentili con noi stessi e con gli altri e a sorridere che è un esercizio miracoloso, una mimica facciale che esprime un cuore contento e disposto a  portare il sole a chi ci circonda e che ci fa stare bene, come quando prendiamo la rincorsa e ci immergiamo in un mare spumoso e salato.

 

Da madre, da docente e da persona ringrazio di cuore la dottoressa Cremaschi per tutto  ciò che ha saputo offrirci, ringrazio tutti coloro che stanno lavorando instancabilmente per rendere la DAD del nostro istituto ricca di passione e umanità che sono le uniche qualità capaci di raggiungere i nostri ragazzi con un senso nuovo di scuola e di noi.

 

Darsi più amore è l’unica speranza!

Biancamaria Gonano