“… perchè non si può stare sempre a guardare”


Giovedì scorso ci siamo ritrovati in aula video per un incontro promosso dall’ANPI, in collaborazione con il Comune di Pagnacco, ed introdotto dall’assessore dott.ssa Biason e dal sig. Peressotti.

Ospite graditissimo di questo meeting è stato il regista Benedetto Parisi, che ci ha introdotti al tema “Resistenza e Costituzione”. Come lo ha fatto? Presentandoci alcuni spezzoni di uno splendido film quale “Tutti a casa”, capolavoro di Comencini, che, in una fusione ben temperata tra comico, grottesco e drammatico, ci ha avvicinati all’atmosfera del momento dell’armistizio dell’8 settembre del ’43. La simpatia e la bravura di Alberto Sordi, attore che noi tredicenni pressochè non conosciamo, hanno reso in modo efficace il disorientamento dell’esercito italiano dopo il comunicato di Badoglio. Nel film compare chi ha pensato addirittura che i Tedeschi, che sparano improvvisamente sui soldati italiani che marciano inconsapevoli, intonando canti fascisti, si fossero alleati con le forze anglo-americane! Non ci sono ordini, gli uomini non sanno che fare e ognuno si arrangia un po’ a modo suo, in un’Italia spaccata in due.

Con l’aiuto del dott. Parisi abbiamo analizzato il tema del coinvolgimento di chi decide di prender parte alla resistenza per la difesa della dignità, perché “…non si può stare sempre a guardare”, così come il tema della pietà di chi raccoglie i cadaveri dei nemici, per riaffermare la propria umanità contro la barbarie. Oppure quello del coraggio di contrastare leggi che riteniamo non giuste.

Tutti temi che ci interrogano soprattutto oggi. Come viviamo la nostra Costituzione? La conosciamo? Qualcuno di noi ragazzi ha citato l’articolo “L’Italia ripudia la guerra”. Cosa significa “ripudiare”? Un nostro compagno ha risposto… “schifare”. Ma ci chiediamo: ci si vergogna ancora di fare la guerra? Qualcun altro ha ricordato l’articolo 3. Cos’è per noi oggi l’uguaglianza? Esistono per noi uomini di serie B? C’è ancora per esempio chi considera la donna un possesso, non solo altrove, ma anche nella nostra cultura occidentale.

Potremmo parlare a lungo. Ma lo faremo ancora in classe. Con i nostri insegnanti. È importante!

Grazie ai nostri ospiti!

Prof. Patrizia Baraldi e i ragazzi delle classi terze